Racconto di pesca: lo specchio dei pensieri

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Roland
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Racconto di pesca: lo specchio dei pensieri

Messaggio da Roland » 21/04/2011, 18:14

La storia che sto per raccontarvi non è un omaggio ad un noto cantante neomelodico, ma un racconto liberamente ispirato ad una vicenda (non) realmente accaduta.

Mi trovavo immerso fino al ginocchio nelle acque del torrente San Bartolomeo, famoso anni addietro per le magnifiche trote che era possibile pescarvi. Oggi non rimane più nulla delle popolazioni di salmonidi di allora, ma questa è una storia diversa e, magari, la racconterò un’altra volta.
Avevo l’abitudine di recarmi sul torrente subito dopo pranzo, nella convinzione mai smentita che uno degli orari migliori per pescare le trote nel periodo post apertura coincida con il primo pomeriggio. Era un caldo pomeriggio di Aprile, l’aria era piacevole da respirare e l’acqua correva cristallina e veloce nel letto del San Bartolomeo. Erano le tre e mezza del pomeriggio, e provavo a tirar fuori dal fiume qualche bella fario. Solo la settimana prima avevo stabilito il mio record personale di trota “ruspante” con una stupenda fario da 1,2Kg, 44cm di puntini rossi e neri ed una forza esplosiva che non dimenticherò mai. Era stata l’unica trota della giornata, presa in una buca sotto il ponte che attraversa il torrente, e rimessa subito nelle stesse acque da cui l’avevo temporaneamente estratta. Non avevo avuto modo di fotografarla, perché non avevo con me neppure un cellulare … e di questa cosa mi resterà sempre il rimpianto.
Memore di quella esperienza esaltante, ero tornato su quel fiume fortunato … ma la giornata aveva avuto, fino ad allora, assai poco da regalarmi. Neppure una tocca, niente di niente! So che la pesca alla trota è così, magari puoi fare chilometri nel fiume prima di trovare un pesce, e quindi decido di insistere. Arrivo ad una briglia che attraversa tutto il letto del torrente, formando una pozza larga più o meno 10 metri e profonda al massimo un metro e mezzo. Penso che se fosse rimasta un’ultima trota nel torrente, verrebbe sicuramente a stabilirsi in questa buca e quindi dedico grande attenzione ad ogni possibile anfratto, ogni rigiro d’acqua, ogni punto che mi faccia sospettare una presenza sott’acqua. Lavoro con un Martin giallo e nero da tre grammi e mi accorgo di essere troppo distante dal fondo, sia per la turbolenza in acqua sia per la leggerezza dell’esca, e decido di passare ad un rapala CD da 5cm in colorazione vairone. Tanto voglio solo un trotone, poco importa se una trota appena di misura si spaventa davanti al mio minnow e non lo attacca. Stavolta riesco a far arrivare l’esca dove desidero, a farla passare nei punti che ritengo migliori e a farle compiere il percorso migliore … ma non ci sono trote disposte a mangiare.
Sono talmente preso dalla mia azione di pesca, che no mi accorgo del sopraggiungere di un altro pescatore fino a quando me lo ritrovo praticamente attaccato al mio gomito.
“Salve”, mi saluta. “Come è andata la pesca?”
Quasi mi spaventa con il suo improvviso saluto, recupero il mio minnow ormai sottoriva e mi lancio nella conversazione. Non posso fare però a meno di notare che nel suo cestino di vimini che penzola sul suo fianco è sicuramente presente qualche pesce.
“Salve”, rispondo, “veramente non ho preso nulla … forse non è una buona giornata!”.
Lui mi guarda con occhio sorpreso, alzando una delle sue sopracciglia come ho visto talvolta fare a Carlo Ancelotti. “La giornata è buona, secondo me”, dice mentre porta sul davanti il suo cestino ed armeggia con la chiusura. “Io ne ho prese due poco più giù”, continua mentre io penso che c’ero appena passato senza prendere niente, e mi mostra finalmente le sue prede: rimango letteralmente a bocca aperta!! Due grosse fario, scure e piene di puntini, tra tutt’e due saranno almeno tre chili di sogni. La più piccola la giudico appena sotto al chilo, ma la più grande è un vero spettacolo, entra a stento nel cestino e riesce a starci solo perché è tutta piegata ad arco. Supera la trota che avevo pescato la settimana prima di parecchi centimetri, sarà più di due chili ed io sono già verde di invidia.
“Complimenti, sono bellissime”, faccio io cercando di nascondere il mio reale sentire: vorrei dirgli che ha avuto una fortuna sfacciata, che probabilmente avrà camminato addirittura sulle impronte lasciate da me pochi minuti prima e che quelle due bestie avrei dovute prenderle io! Vorrei dirgli che dovremmo darci appuntamento tra un paio d’ore, e gli porterei una trota più grande della sua … e poi realizzo che sto pensando cose di cui dovrei vergognarmi, che se ha avuto più fortuna di me non è certo colpa sua ed anzi, ha dimostrato una notevole abilità. Perché la trota non è come un bass o un luccio, attacca solo per fame e non per reazione ed ha una diffidenza molto maggiore.
Lui quasi mi legge nei pensieri, e mi dice cose che accrescono il mio stupore: “Non invidiare le mie prede, sono certo che anche tu ne prenderai! Ma non con quell’affare lì!”, mi avverte indicandomi la mia esca.
Io credo che il rapala da 5cm sia una delle esche migliori per tentare le trote più grandi di un torrente, e sto per dirglielo quando, in modo naturale ed automatico, volgo lo sguardo al cimino della sua canna e fisso sbalordito la sua esca: un cucchiaino tandem da almeno 10cm, con corpo rosa fluorescente e palette verdi con pallini rossi, il tutto completato da un generoso fiocco giallo posto sull’ancoretta. Un artificiale assurdo, fuori da ogni schema e soprattutto fuori da ogni possibilità che io lo utilizzi. Neppure a pesca di black ne userei uno simile! Il mio strano interlocutore non può fare a meno di sorridere dinanzi al mio manifesto sbigottimento.
“Ma che artificiale è!?”, gli chiedo, “non ne ho mai visto uno così! E poi è così grande!”.
“In effetti mi è venuto un po’ grosso”, risponde mentre si pizzica il mento, “ma è andato bene lo stesso. L’ho costruito io, perché non riuscivo a trovarne uno che andasse bene”.
Ma che andasse bene per cosa, mi chiedo io! Per la festa di carnevale delle trote di questo torrente?
“Vedi, le trote qui mangiano sempre gli stessi insetti, ed i pescatori le tentano sempre con gli stessi artificiali e loro sono annoiate dalla cosa”, lui butta giù questo pensiero come se fosse la cosa più naturale del mondo: sì, anche le trote si annoiano! Ci credo io: sott’acqua non possono mettersi un televisore, altrimenti finirebbero tutte fulminate, e perciò alla sera si fanno due palle così (perdonate il francesismo, ma non era possibile rendere efficacemente questo concetto con altre parole!).
“Si annoiano?”, gli faccio eco io, grattandomi la testa.
“Sì, sono molto annoiate. Per questo devi stimolarle con esche diverse, attraenti, che le stuzzichino la curiosità. Anche l’occhio vuole la sua parte!”, mi fa lui. Ed io penso che forse è matto, magari un maniaco e di lì a qualche secondo mi salterà addosso con la bava alla bocca. Ma se lo fa, mi dico, gli faccio un occhio nero e poi potrà dire che effettivamente anche l’occhio avrà avuto la sua parte.
“La tua esca è inflazionata: ti ho visto provare e riprovare in questa buca senza risultati, ma secondo me con un’esca diversa riusciresti a prendere una bella trota!”. Detto questo, richiude il suo cestino e si avvicina all’acqua: sblocca il suo mulinello (un modello d’altri tempi, noto solo ora, potrebbe essere il nonno di tutti i mulinelli del mondo) e lancia questo sgorbio con ancoretta proprio nella schiumetta prodotta dal salto d’acqua. Pochi giri di manovella e, non ci crederete, ma una trota si attacca al suo artificiale!! Io sto lì a guardarlo neanche fosse un poster di Manuela Arcuri, mentre recupera con maestria e decisione la trota. La vedo in acqua, una trentina di centimetri almeno, e pi la vedo ancor meglio quando lui la tira fuori sollevandola praticamente di peso dall’acqua. Un altro particolare mi sconvolge: sta usando un monofilo almeno dello 0.50!!!
Slama la trota e la rimette in acqua. “Questa qui era piccola, merita di crescere per darmi qualche emozione maggiore”, pontifica. Quindi mi dà la mazzata finale: “Ho visto in acqua l’ombra di un bel pesce, vuoi provare a catturarlo con una delle mie esche?”. Quasi mi strofino occhi e orecchie per essere sicuro di non aver visto e sentito male, ma ormai sono in trance piscatoria e non sono più in grado di intendere e di volere: “Ma certo!”, rispondo io. E lui apre una scatola di artificiali dalle forme strane e dai colori impossibili! Mi sembra addirittura di riconoscere l’imitazione di un gatto tigrato da 15cm, e lui tira fuori il minnow più strano che abbia mai visto: una affare di circa 7-8cm curvato in due punti, a mò di “s”, colorato per metà di azzurro e per metà di rosso, con una serie di fili dorati attaccati all’ancoretta. Un po’ come se fossero i capelli d’angelo su un albero di Natale. “Questo qui dovrebbe andar bene”, mi assicura lui e me lo passa. Lo prendo e mi accorgo che è anche piuttosto pesante, almeno venti grammi. “Montalo, presto, guarda che quella non ti aspetta mica!”, mi incita lui ed io mi affretto ad eseguire. Guardo per un attimo questa strana creatura penzolare dalla mia canna, ne apprezzo l’ondulazione regolare e mi dico che sì, potrebbe funzionare! Magari sono diventato matto anch’io … magari sono diventato un maniaco!
“Lì, lì, vicino all’altra sponda!”, fa lui, ed io lancio l’esca proprio dove mi indica. L’esca percorre sì e no due metri, poi una botta secca mi fa capire d’aver preso qualcosa di grosso davvero. “Bravo l’hai presa!”, si esalta il mio nuovo compagno e mi dà una pacca sulla spalla. Io sono tutto concentrato a contrastare le potenti testate del mio avversario in acqua, e poco a poco ne ho ragione. La vedo ormai in superficie, un esemplare stupendo e possente, sicuramente il mio nuovo record personale. Cerco di avvicinarla alla sponda nel punto in cui mi trovo io, ed è ormai quasi a portata della mia mano. Mi chino per prepararmi a prenderla, ed il mio sconosciuto benefattore fa altrettanto al mio fianco, pronto ad intervenire se ce ne fosse bisogno, e il sangue nelle mie vene diventa di colpo più freddo nelle acque in cui sto pescando!! Sotto i miei piedi, in una lama d’acqua limpida e calma, vedo la mia immagine riflessa, ondulante e distorta dai movimenti del liquido, ed al mio fianco scorgo la sagoma di un vecchio cadente, con lunghi capelli bianchi, un occhio chiuso sotto una cicatrice orrenda. Mi giro a guardare il mio compagno di pesca che continua a fissare la trota, trovando la stessa faccia che avevo visto fin dall’inizio, e poi riguardo giù in acqua: di nuovo vedo l’immagine di quel vecchio certamente morente, certamente malato, che mi ispira un terrore senza fine. Di nuovo, incredulo e atterrito, mi volto a guardare quel tipo così strano che ho al mio fianco, e la distrazione mi è fatale: nell’acqua bassa e calma la mia antagonista si produce in un salto che, cogliendomi impreparato, le consente di riacciuffare la libertà! La mia lenza si spezza poco sopra l’artificiale, e il trotone va via portandoselo con sé.
“Mannaggia!!”, esclamo e subito volgo lo sguardo a colui che tante emozioni e cos’ contrastanti mi aveva procurato, ma non trovo nessuno al mio fianco.
Stordito e spaventato, richiudo in tutta fretta la mia canna e mi concedo giusto un’ultima occhiata all’acqua prima di correre via: non scorgo nulla di particolare.
Faccio una corsa fino alla macchina, butto tutta l’attrezzatura sul sedile posteriore e stringo le mie mani sul volante. Lo stringo con forza e calo la testa tra le braccia, cercando di convincermi di aver sognato. Non c’è altra spiegazione, deve essere stato un sogno, deve!! Forse mi sono appisolato e non me ne ricordo, deve essere senz’altro così! E’ l’unica possibilità, lo so.

Dopo quasi due minuti me ne sono convinto, e sono pronto a mettermi alla guida. Alzo la testa, e vedo qualcosa luccicare tra le mie mani. Spicca nettamente sul nero del volante … è come un pezzetto dei capelli d’angelo che si mettono sull’albero di natale … mi sa che è rimasto lì sul volante dal 25 Dicembre, non lo credete anche voi?
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Re: Racconto di pesca: lo specchio dei pensieri

Messaggio da Nino » 21/04/2011, 18:53

La storia, direi favola è molto bella, ma poi il pescatore che era con te, ed il vecchio riflesso nell'acqua erano la stessa persona ? :grin:
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Re: Racconto di pesca: lo specchio dei pensieri

Messaggio da Roland » 22/04/2011, 8:08

ciao Nino, forse con questo messaggio toglierò un pò di poesia alla mia storia (favola, come hai detto giustamente tu! :wink: ), ma mi sono concesso diverse licenze poetiche e piscatorie nel racconto! ho sì incontrato un pescatore che pescava davvero con mostriciattoli strani, ma nessun vecchio si rifletteva veramente in acqua... e cosa fondamentale, con quegli artificiali di fantasia lui non prendeva assoultamente nulla! :mrgreen: Ho solo attinto a quella esperienza per ricavarci un racconto condito (ma anche conpiede) da fantasia, un pizzico di umorismo (almeno spero!) e da un innato, secondo me, desiderio di ogni pescatore a spinning: catturare le proprie prede con un artificiale fatto con le proprie mani. In un paio di occasioni ci sono riuscito davvero, anche se ovviamente le mie imitazioni erano assolutamente convenzionali, e la mia soddisfazione è stata doppia!

Diciamo che dovrete abituarvi ai miei momenti di ispirazione letteraria.... sempre che le storie che scrivo riscuotano successo! :mrgreen:
Ciao Nino, a presto, grazie per i complimenti sinceri! graziehg
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Re: Racconto di pesca: lo specchio dei pensieri

Messaggio da Nino » 22/04/2011, 9:10

roland ha scritto: Diciamo che dovrete abituarvi ai miei momenti di ispirazione letteraria.... sempre che le storie che scrivo riscuotano successo!  :mrgreen:
Ciao Nino, a presto, grazie per i complimenti sinceri!  graziehg
Sarà un piacere leggerli positivo1
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Re: Racconto di pesca: lo specchio dei pensieri

Messaggio da FrancescoSpin » 22/04/2011, 10:59

Bellissimo racconto,sarà un piacere leggerne altri erte
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Re: Racconto di pesca: lo specchio dei pensieri

Messaggio da Roland » 22/04/2011, 12:03

grazie Francesco, ho questa passione per la scrittura ma sarebbe un vuoto esercizio di stile (qualche volta anche mal riuscito) se non ci fosse nessuno a leggere!!
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Re: Racconto di pesca: lo specchio dei pensieri

Messaggio da FrancescoSpin » 22/04/2011, 13:38

roland ha scritto:grazie Francesco, ho questa passione per la scrittura ma sarebbe un vuoto esercizio di stile (qualche volta anche mal riuscito) se non ci fosse nessuno a leggere!!
Sei bravissimo,non vedo l'ora di leggerne altri erte positivo1
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