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Home Tecniche di pesca Tipi di recupero Spinning

Tipi di recupero Spinning

La pesca a spinning oltre a rappresentare un metodo per insidiare grosse prede da riva, stimola anche la fantasia e l' inventiva del pescatore, aumentando il divertimento durante l’azione di pesca. Con questa introduzione ho voluto semplicemente chiarire le basi per dire che, nello spinning il ruolo fondamentale lo gioca il pescatore, sta nelle sue abilità capire in quel momento, in quelle determinate condizioni ambientali, quale può essere il tipo di recupero più adatto, molte volte trovare il modo corretto di presentare la nostra esca al predatore vuole dire avere successo nell’esito finale della battuta di pesca.

  • Il primo recupero è quello naturale che tutti noi conosciamo per istinto, lanciare e recuperare in modo lineare, l’unica costante che può essere variata è la velocità di recupero impressa dal pescatore, e che differisce in base alle caratteristiche dei mulinelli e del loro rapporto di recupero.

Gli artificiali più adatti sono i minnow con la paletta che  ne determina l’affondamento, e sistemi interni tipo sfere  che oltre a conferirne l’oscillazione, emettono suoni per attrarre il predatore a distanza, questa caratteristica viene chiamata (ratling).

  • Il recupero jerkato ( Dal verbo inglese jerk, strattone) consiste nell’ imprimere ad intervalli, delle repentine frustate laterali, in modo da deviare la traiettoria naturale dell’artificiale, facendola sembrare una preda in evidente stato di difficoltà, come accade quando un pesce è inseguito da un predatore, questo modo di recuperare è molto gradito dai pesci serra, mentre il barracuda preferisce piccole jerkate ad intervalli quasi regolari.

A questo recupero si prestano bene quasi tutti i minnow in circolazione, anche se esistono artificiali specifici chiamati jerk bait, ma come ho detto prima, quasi tutti i minnow di nuova generazione si prestano bene ad essere jerkati, migliore è quando sono suspending, caratteristica che permette all’artificiale di rimanere sospeso in acqua e risalire lentamente.

  • Il recupero skipping ( dal verbo inglese skip, balzo), come appunto fa intendere la parola, consiste nel lanciare l’esca, e recuperarla senza farla affondare, e  facendola saltellare sul pelo dell’acqua come se fosse un sassolino lanciato in uno stagno, il recupero è molto veloce, quindi avremo bisogno di mulinelli con rapporti di recupero abbastanza alti.

Gli artificiali adatti per questo tipo di recupero sono gli skipping lure, studiati appositamente per saltellare sull’acqua, di solito hanno una forma schiacciata, alcuni sembrano delle vere e proprie saponette. Artificiali come i lipples lure che sono privi di paletta, possono essere usati con ottimi risultati. Resta da dire che questo tipo di recupero è molto selettivo in quanto da per scontata la presenza di predatori in piena attività, come possono essere i Serra che circondano branchi di pesce azzurro per farne razzia.

 

  • Recupero walking the dog, effettuato con una sola tipologia di artificiali chiamati per l’appunto WTD, o Top Water, hanno una forma affusolata tipo sigaro, con pesi disposti in coda per aumentarne l’oscillazione ed il rattling, il recupero va effettuato con piccoli colpi di cimino abbinati ad un recupero lento o moderato, il tutto per dare all’artificiale un movimento sinuoso, che lascia dietro di se una scia ad esse sull’acqua, questi ultimi possono essere usati anche a skipping come spiegato sopra.
  • Lo stop end go, consiste nel fermare l’esca improvvisamente durante il recupero, per poi farla ripartire, fino al termine della corsa, questo sistema è molto amato dalle spigole e barracuda, le esche più adatte sono i minnow suspending, o esche sinking che una volta ferme scendono verso il basso simulando un pesce che cerca il fondale per sfuggire dal predatore, molto funzionali risultano essere anche, le esche in gomma come i soft swim bait innescati con testina gig head o amo wide gap piombato.
  • Per finire, ci sono recuperi che possono essere fatti solo con determinate esche chiamate metal jig, uno di questi è definito a (dente di sega) ed ha lo scopo di scandagliare il tratto di mare interessato dal pescatore, dal fondale fin su la superficie, da terra la tecnica viene chiamate diagonal jigging, ma non la definirei propriamente spinning ma un derivato del vertical jigging.

Le seguenti tecniche vanno eseguite quasi tutte con la canna rivolta verso il basso o che formi un angolo di 45° con la verticale del corpo del pescatore, ad eccezione per il recupero skipping dove la canna va tenuta alta, o perpendicolare al corpo.


 

 

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