Un po di storia:
Durante l'epopea greca il promontorio era già conosciuto ai naviganti per la pericolosità delle sue correnti, per questo lo chiamarono Palinouros, una sorta di capo-spartivento. A conferma del timore gli stessi greci designarono col nome di una sirena, Molpè ossia la leggiadra, il fiume che scorre alle pendici del Capo Palinuro.
Il poeta Virgilio affascinato dai luoghi dà una sua interpretazione dei fatti e narra, nell'Eneide, di Palinuro, nocchiero di Enea che tradito dal sonno cade in mare, ma giunto a riva è assalito e ucciso dagli indigeni. Gli dei dell'oltretomba, offesi dall'episodio sacrilego, puniscono gli abitanti con una tremenda pestilenza.
Struttura del porto:
Il porto di Palinuro di III classe si trova nell’insenatura di Capo Palinuro ed è un porto parzialmente funzionante. Una banchina è destinata alla pesca, illuminata da lampioni e fari.
Fondo marino: alghe e sabbia
Fondali: in banchina da 9 a 15 mt
Venti: moderati da NW, maestrale nel periodo estivo
Traversia: maestrale
Ridosso: scirocco, libeccio, grecale
Prede insidiabili:
Lampughe ( fine estate ed autunno ), Ricciole , Spigole , Serra , Aguglie
Apparte il Porto la zona e' molto varia. Presenta spiagge, moli, porticcioli, pendii e coste rocciose.
Come si raggiunge:
In treno: Linea Salerno-Reggio Calabria fermata SS.FF. Pisciotta-Palinuro.
In auto: Autostrada con uscita sulla A3 Salerno/Reggio Calabria, uscita casello Battipaglia con proseguimento sulla SS.18 per Agropoli prima e sulla variante SS.18,poi, arrivati a Futani statale 447 direzione Palinuro.
E' uno spot meraviglioso , anche se abbastanza lontanuccio da raggiungere . Piu' che altro da frequentare per 2..3 giorni consecutivi , in un weekend per esempio ! Io ho la fortuna di avere un amico che ha la roulotte li , ma non avendo nessun appoggio si puo' tranquillamente pernottare in uno dei tantissimi campeggi a prezzi modici che offre il posto !
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