
Un aguglia di 20 centimetri per 40 grammi di peso...

Cosa potrebbe succedere, con in mano un artificiale come questo, quando le aguglie cominceranno ad avvicinarsi?
Pensate sia più un problema riuscire ad arrivare proprio lì, dove sono loro, tutte insieme, a pelo d'acqua, atterrite e circondate dai predatori in frenesia alimentare?
Non so a voi, ma non sapete quale frustrazione mi causa incappare nella classica situazione di assistere da riva alla cosiddetta "mangianza" che si svolge però ad una distanza tale da farti vedere tutto distintamente, ma che ti impedisce di arrivarci se non a mala pena (e non sempre) con qualche jig...
Era da tanto che ci pensavo e l'idea mi è venuta vedendo un artificiale (ovviamente l'ennesimo di provenienza giappo) il Sayoris, che altri non è che un aguglia, appunto, solo che la fanno lunga solo 15 cm per circa una ventina di grammi di peso.
E' stata una folgorazione ed eccola quì.
La prima in alto, si comporta come il "Blue code", quindi affonda quasi parallelamente e al recupero si muove con vistosi scatti, che si accentuano con le jercate.


Questa è la versione con palettina, tipo "darter" pesa 30 gr, assetto galleggiante e nuota sotto il pelo per circa una cinquantina di centimetri.


Quest'ultima è la versione "Needlefish", nome difficile che indica quel tipo di esche piuttosto allungate e senza paletta, per acque calme, da recuperare piuttosto lentamente in modo lineare per far disegnare in acqua una "V" che sembra essere molto gradita da molti predatori.
Spero vi siano piaciute le mie ultime fatiche.
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